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Cartografare in due dimensioni la realtà diacronica dello spazio abitato

Se una mobilità generalizzata costituisce un aspetto cruciale della nostra società, essa viene solitamente esclusa dalle tematiche della cartografia classica, che procedono da aggregazioni statistiche di una tipologia di dati espressi in una prospettiva in cui la spazialità individuale è ridotta alla sua dimensione statica residenziale. La mia ipotesi è che ciò sia ascrivibile a una carenza di strumenti di sintesi capaci di rendere il movimento consistente di popolazione in una carta sintetica e facile da leggere. Questa carenza consta sia di un aspetto teorico che di uno pratico, dal momento che ci impedisce di capire a pieno l’articolazione tra il movimento e il luogo, impedendoci così di prendere decisioni corrette nello sviluppo urbano e territoriale. La mia proposta di soluzione del problema consiste nel rimettere in discussione l’attuale nozione di popolazione basata sul numero di individui e adottare la relazione luoghi-residenzetempi proponendo una cartografia alternativa per specifici fenomeni ad essa connessi

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